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INFOR 65: Lettera della Presidente

Dopo quattro anni di permanenza nel CA, in questa ultima lettera voglio analizzare ed esprimere la mia opinione su alcune delle questioni che mi hanno preoccupato, specialmente negli ultimi due anni, in cui sono stata Presidenta del CA della FIMEM.

Comincio con l’apprezzamento per il grande lavoro ed entusiasmo dei movimenti organizzatori delle ultime RIDEF. In esse si é avuto cura di mantenere la coerenza con  la pedagogia Freinet e con i temi proposti. Temi che corrispondono alle sfide rivolte all’umanità e sui quali ci interroghiamo come docenti di questo tempo in cui ci tocca vivere. Siamo docenti che non ignorano la realtà di questo nostro mondo, caratterizzato da profondi squilibri, da ingiustizie, da un modello neoliberista di sviluppo, basato sulle leggi del mercato e in cui si continua a non rispettare i diritti umani e in cui stanno aumentando le disuguaglianze. Però il lavoro che é stato fatto, le riflessioni, i dibattiti, le conclusioni, non possono essere limitate al luogo dell’incontro, ma devono essere il punto di partenza del lavoro nei movimenti appartenenti  alla FIMEM e in ogni scuola in cui  si pratica la pedagogia Freinet.

Se saremo capaci di assumere i risultati concettuali ed operativi, i presupposti teorici e le pratiche educative che si sono venuti elaborando nelle ultime RIDEF, la nostra partecipazione a ciascun incontro sarà stata fertile.

Abbiamo bisogno di interrogarci su come abbiamo cambiato   le nostre scuole così da  formare una consapevolezza e promuovere delle azioni responsabili sull’ambiente naturale che ci circonda, su quali siano state le nostre partecipazioni ai fini di favorire l’equità e la giustizia per le bambine e per le donne in csa nostra, nella nostra scuola, nella nostra comunità, nei nostri movimenti regionali e nazionali, su come ci predisponiamo a promuovere la partecipazione democratica delle bambine e dei bambini nelle decisioni che li riguardano, a scuola, nella città e in famiglia.   E’ necessario pertanto compiere un profondo esercizio di riflessione per analizzare la coerenza delle nostre azioni e le forme tramite le quali assumere degli impegni di lotta per conseguire famiglie, scuole, società e movimenti più giusti, liberi, democratici, inclusivi ed equi.

Nella Ridef 2012 si é avviato un riconoscimento delle donne della FIMEM  e del lavoro  

che hanno svolto, come é documentato nel dossier dell’incontro consegnato a Reggio Emilia. Se questo riconoscimento viene proseguito da parte di ciascun movimento, questo permetterà che nei successivi incontri continueremo a scoprire l’importante contributo  alla Scuola Moderna delle donne del nostro  Movimento : un esempio é costituito dall’ottimo lavoro, dalla determinazione e dalla lotta delle nostre compagne  africane.

In Italia abbiamo organizzato di nuovo un dibattito sulla laicità. Alcune persone affermano che é un dibattito obsoleto, che risulta faticoso e che annoia tornare a parlare di laicità, però forse dovremmo interrogarci sul perché si ritorna ad proporlo e se l’autentico modo di affrontarlo deve ancora essere messo in piedi.   

Secondo me abbiamo nuovamente perduto l’occasione di discutere in profondità sul concetto di laicità, che non va ridotto all’uso di un capo di vestiario. Le discussioni sul velo in alcuni gruppi non hanno affrontato il velo dibattito sollecitaro dal CA.

Se vogliamo giungere a conclusioni e a punti di incontro che ci servano per progredire, dovremo leggere e riflettere, individualmente e collettivamente, in ognuno dei nostri movimenti e giungere agli incontri con i concetti chiari e con proposte concrete.

Quando parliamo di laicità non facciamo altro che ricordare la nostra origine. Nel 1927 sono stati votati gli statuti della Cooperativa dell’insegnamento laico (C.E.L.) e nacque il Movimento Freinet.  

La laicità, secondo il significato che le viene attribuito nella Carta della Scuola Moderna, comporta di lavorare per i valori di giustizia sociale, di libertà di espressione, di democrazia, di dignità umana, di rispetto e promozione dei diritti umani.

La laicità é contraria al fanatismo, al dogmatismo, alla superstizione, al pensiero unico e ai valori assoluti.  

Per progredire nello sviluppo dell’educazione laica dovremo chiederci  cosa facciamo concretamente per opporci al pensiero eteronomo e alle credenze e alle verità assolute, alla superstizione, ai fanatismi, ai vassallaggi e al dogmatismo magico-religioso che colloca le donne e le bambine in una situazione di inferiorità verso gli uomini. Che lo vogliamo vedere o no, c’è un problema nell’ambito della Fimem, di cui prendiamo coscienza solo durante le Ridef ; questo problema ha a che vedere con un’idea della religione come unica filosofia di vita e con certe pratiche, promosse da queste religioni, che sono radicate in alcuni partecipanti agli incontri che non si rendono conto che lo spazio pubblico, di tutte e di tutti,  non é a disposizione per pregare, né per fare manifestazione pubblica delle proprie credenze personali, e pertanto private.

Se siamo membri della FIMEM, abbiamo un impegno con la filosofia della Scuola Moderna e perciò collaboriamo con le Istituzioni del territorio in cui viviamo, con le rappresentanze sociali, con le forme di  volontariato sociale, con i rappresentanti del mondo dell’educazione,…. Al fine di promuovere un insegnamento laico, pubblico e gratuito, che accolga al suo interno tutti gli alunni ; bambine e bambini con le loro diverse caratteristiche, con o senza deficit fisici o psichici.  

 

Devo esprimere la mia profonda delusione per il funzionamento del CA. Il suo impegno non ha corrisposto a quello in cui deve consistere  un  consiglio di una federazione, il cui principale contrassegno di identità é la cooperazione. Alcuni di noi hanno  dovuto assolvere a un grande carico di lavoro e vivere in una costante preoccupazione per assolvere ai compiti.  Come causa principale segnalo la mancata permanenza nell’incarico delle persone elette : l’articolo 12 del regolamento interno dice che il A si rinnova per un terzo ogni due anni, mentre ci siamo trovati di fronte al fatto che del CA eletto nel 2010 rimaneva un solo membro al termine della RIDEF 2012. E’ necessario poi aggiungere che alla prima riunione del CA  risultante dall’assemblea di Leon non erano presenti due dei membri eletti allora e che uno di loro si é dimesso nell’arco di sei mesi.

Alla riunione  del 2013, a Mestre, abbiamo dovuto definire e pianificare di nuovo il nostro lavoro e specificare gli incarichi di ciascun membro del consiglio fino al 2014. Nonostante avessimo concordato la forma di organizzazione e i compiti da svolgere, come risultano nell’Infor 63, il funzionamento del CA non è migliorato. Le prossime assemblee dovranno trovare delle soluzioni a queste situazioni.

Non voglio terminare senza esprimere auspici per il futuro della FIMEM. Feinet è morto nel 1966 però il movimento internazionale che ha fondato continua ad esistere. Ogni insegnante che compie un lavoro di ricerca nella classe e lo condivide con un gruppo cooperativo, sta facendo progredire la pedagogia della Scuola Moderna.

Il lavoro educativo oggi richiede un approfondimento creativo della nostra pedagogia, centrato sull’equità, sulla partecipazione crescente degli alunni, sul rispetto dell’ambiente, sulla storia quotidiana e sulle  problematiche sociali.

La FIMEM é nata più di cinquant’anni fa, però i suoi ideali, oggi come ieri, sono per una scuola moderna, popolare, laica, che stimoli la libertà e la responsabilità individuale e collettiva.

In questo senso, molti dei nostri movimenti stanno compiendo ricerche e dando contributi di rilievo sulla coeducazione, sull’educazione alla pace, sul rispetto dei Diritti Umani, sulla cittadinanza, sull’inclusione di tutte le differenze e sulla partecipazione allo sviluppo della propria comunità, così come si é venuto documentando nei nostri incontri. A Reggio Emilia hanno partecipato gruppi di giovani insegnanti alla loro prima RIDEF, a loro diamo il benvenuto  auspichiamo di incontrarli alla prossima.

 

                              Lunga vita alla  FIMEM ! 

 

                                                                          Agosto 2014

                                                                Pilar Fontevedra Carreira

AllegatoDimensione
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