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Sui Diritti dell'Infanzia

 

SUI DIRITTI DELL’INFANZIA
 
I bambini e le bambine del mondo sono di tutti
A prosecuzione della riflessione condotta alla Ridef 2014 vi è il progetto di costruire, a più mani e a più voci, un ‘manifesto’ aggiornato di informazione e promozione dei diritti dell’infanzia.
Un testo da trasmettere alle ONG, alle associazioni di volontariato, ai governi, ai garanti dell’infanzia, alle amministrazioni locali, alle scuole, accompagnato dalla cartolina divulgativa prodotta assieme al libro ‘Non dobbiamo tacere’, sulle mille violazioni, grandi e piccole, dei diritti dell’infanzia.
Il recente rapporto di Save the children sulle condizioni di vita dell’infanzia contiene dati allarmanti su come, anche in Italia, povertà materiale e povertà educativa siano interdipendenti e costituiscano un circolo vizioso.
Constatiamo quotidianamente, oltre alle violazioni dei diritti, un’assenza di interesse, di conoscenza, di investimento del mondo degli adulti rispetto all’infanzia. Constatiamo come, nel sud, ma anche nel nord del mondo, i diritti di espressione, di ascolto, di parola, di coinvolgimento nelle scelte, le azioni di ‘empowerment’ dei ragazzi siano disattesi o applicati distrattamente quasi per una concessione benevola.
Chi si fa carico realmente di questi diritti? Con quali strumenti? In quali sedi nei territori? Con quale riconoscimento e autorevolezza?
Alcuni esempi. In un Comune l’amministrazione indice le elezioni per il Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi (dando attuazione al diritto alla partecipazione democratica riconosciuto dalla Convenzione) e invia la relativa informazione alle famiglie e alla scuola, indice le elezioni,che dovranno svolgersi a scuola, in un giorno stabilito. Alcuni insegnanti ignorano l’invito, non danno le informazioni, non distribuiscono i materiali, privano le loro classi di un’opportunità importante..
In un altro Comune viene decisa l’espulsione di alcune famiglie di ‘clandestini’. I servizi sociali separano i bambini dai genitori togliendoli dalle scuole frequentate e collocandoli in comunità di accoglienza fino al rimpatrio.
Nel Veneto una leggina regionale che integra la normativa sul ‘diritto allo studio’ ( sic!) non consente a chi frequenta la scuola primaria in un comune senza esservi residente di ottenere le cedole librarie gratuite per i testi scolastici. La famiglia deve rivolgersi al comune di provenienza. Gli illuminati legislatori pensano, forse, di penalizzare solo le famiglie straniere (e già sarebbe gravissimo) ma escludono, in realtà, anche bambini figli di donne in situazioni di protezione, i bambini in affido o adozione, e in altre situazioni: perché le forme di categorizzazione ‘ristretta’ vengono sempre impiegate per discriminare.
Potremmo citare molti altri esempi anche più allarmanti e dagli effetti persecutori, come il caso dei bambini rom a Roma cui viene impedito di andare a scuola.
Sono solo esempi, ma in questi casi (violazioni del diritto di istruzione, tutela e protezione,..) sia nelle grandi città che nei piccoli centri chi può parlare e agire a difesa dei minori? Chi può intervenire tempestivamente bypassando le rigidità procedurali, i disservizi dei servizi, le pastoie burocratiche? E in casi di palesi violazioni anche più gravi (bocciature, evasioni, sfruttamento,…)?
Una soluzione sperimentata vede la costituzione di reti solidali e la definizione di protocolli interistituzionali di pronto intervento, secondo uno schema guida che faccia propria la voce dei soggetti fragili, che rompa con le categorizzazioni ed affermi un comune sentire circa le cure e la cultura dell’infanzia, al di là di steccati e familismi perché, come si afferma nel libro citato, ‘i bambini del mondo sono di tutti’.
 
Il contributo della Ridef
Molti stimoli sono emersi da diverse attività durante la Ridef: ad esempio l’intervento di Mauro Palma ha ricordato molte situazioni di infanzia senza diritti ( carcere, luoghi di detenzione, campi,…); poi gli interventi di Jean Le Gal, di Vilson Groh, Teresita Garduño, Marifé Santiago Bolaños, Francesco Tonucci…
Nel “laboratorio bambini” sulla base dell’osservazione delle animatrici sulle interazioni e le espressioni dei bambini durante le attività, è stato costruito un elenco di diritti interessante.
  1. IL DIRITTO AD AVERE TEMPO PER…
  2. IL DIRITTO A SEGUIRE IL PROPRIO RITMO
  3. IL DIRITTO A NON METTERSI IN GIOCO DIRETTAMENTE
  4. IL DIRITTO A RIMANERE DA SOLI
  5. IL DIRITTO ALLA TRASPARENZA
( CIOE’: CHE TU MI VEDI COME SONO DENTRO)
  1. IL DIRITTO A NASCONDERMI
( E TU MI CERCHI)
  1. IL DIRITTO A ESPLORARE IL LIMITE DEL RISCHIO
  2. IL DIRITTO A NON ESSERE GIUDICATO PER QUELLO CHE PENSO
  3. IL DIRITTO A PARLARE NELLA MIA LINGUA
  4. IL DIRITTO A CONDIVIDERE, A FARE UN DONO, ALLO SCAMBIO….
  5. IL DIRITTO A PROPORRE IO UNA ALTERNATIVA
  6. IL DIRITTO A PROVARE E A COSTRUIRE
  7. IL DIRITTO A STARE CON CHI MI RASSICURA
  8. IL DIRITTO A DIRE LA MIA PAURA
  9. IL DIRITTO A SPORCARSI
  10. IL DIRITTO AD AVERE IL CATTIVO UMORE
  11. IL DIRITTO AD AFFIDARSI
  12. IL DIRITTO ALLA PAGINA BIANCA
Si intende ricavare, a partire da questo e da altri contributi raccolti alla Ridef, un testo guida che accompagni la voce dei bambini e dei ragazzi, che si pensa possa essere uno strumento interlocutorio da far circolare nei Movimenti della Fimem e in tutte le sedi in cui se ne ravvisi l’opportunità.
Si tratta quindi una proposta aperta ai contributi e ai suggerimenti di quanti vorranno lavorarci nelle scuole e nelle associazioni.